Risponde l’avvocato: “Quali sono le azioni esperibili per il recupero dell’assegno di mantenimento?”

L’ordinamento giuridico offre diversi strumenti coercitivi agli aventi diritto nei confronti del coniuge che non ottempera ai propri obblighi di mantenimento dei figli e/o dell’altro coniuge fissati a seguito di separazione o divorzio; ciò sia in sede civile che penale.

Da un punto di vista civilistico si può agire con:

  • azione espropriativa: ogni provvedimento del Tribunale che stabilisca un assegno di mantenimento costituisce titolo per poter pignorare beni mobili ed immobili, lo stipendio, i conti corrente, ecc…;
  • sequestro: sia per il caso di mancato versamento che nel caso in cui sussista pericolo concreto di inadempimento, chi ha diritto all’assegno può chiedere al Tribunale il sequestro di beni di proprietà dell’ex coniuge obbligato a pagare l’assegno;
  • ordine di pagamento: in caso di inadempienza, su richiesta dell’avente diritto, il giudice può ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di denaro all’obbligato, che una parte di esse vanga versata direttamente agli aventi diritto;
  • ipoteca: nell’ipotesi in cui sussista il concreto pericolo che l’ex coniuge non adempia all’obbligo di versamento dell’assegno di divorzio, l’ex coniuge creditore può iscrivere ipoteca giudiziale sui beni dell’obbligato.

I contenuti di Mamme di Bolzano e dintorni sono puramente a carattere informativo. Non sostituiscono in nessun modo il parere degli esperti. Questa rubrica è curata da un’avvocato della nostra associazione, iscritto all’albo professionale. 

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